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Lettera del Sindaco alla Comunità di Folgaria in merito alla raccolta firme per il referendum uso civico

Carissimi concittadini,

in molti questa mattina mi state scrivendo o contattando telefonicamente per comprendere l’iniziativa in corso e apparsa sul giornale della raccolta firme per l’indizione di un referendum per la costituzione di un dominio collettivo con la funzione di togliere al Comune di Folgaria l’amministrazione dei beni gravati di uso civico ponendoli in capo ad un “ente esponenziale della collettività” di natura privata.

Anzitutto è bene chiarire che si tratta di una procedura prevista dalla legge e pertanto legittima ma non si tratta di un’iniziativa del Comune di Folgaria o sostenuta dall’ente. Il Comune di Folgaria se ne occupa in quanto istituzione chiamata dalla normativa a gestire la procedura e ovviamente, a seconda dell’esito dell’iniziativa, ne gestirà le conseguenze.

Si tratta invece di un’iniziativa proposta da un gruppo di cittadini che se raggiungerà un numero di firme (autenticate sul posto da figura titolata) pari o superiore al 25% degli iscritti alle liste elettorali di Folgaria (residenti maggiorenni), porterà nei prossimi mesi ad un referendum dove la popolazione potrà esprimersi a favore o contro la proposta di togliere al comune di Folgaria l’amministrazione dei beni gravati da uso civico affidandola a questo nuovo organismo privatistico.

Un referendum speciale perché sarà sufficiente l’affluenza del 15% per essere valido. Di questo 15% (affluenza minima) almeno il 50%+1 dei votanti dovrà essere a favore perché la proposta di separazione sia efficace. I beni e terreni soggetti all’uso civico sono in gran parte boschi, pascoli, malghe, con un’estensione prossima a circa il 50% della dimensione del Comune di Folgaria. Rispetto alla proprietà attualmente amministrata dal Comune di Folgaria sono la stragrande maggioranza del patrimonio. Il Monte Cornetto, il Cherle, Pioverna, Melegna, La Gon solo per citare alcune grandi aree soggette ad uso civico.

Il Comune di Folgaria amministra questi beni praticamente fin dalla costituzione dell’ente e considerando il periodo che parte dal secondo dopo guerra, la Magnifica Comunità di Folgaria è coincisa con l’istituzione comunale al punto che l’art.1 dello Statuto comunale recita: “Il comune di Folgaria è l’ente autonomo rappresentativo della Magnifica Comunità di Folgaria”.

La fusione e l’intreccio tra la secolare autodeterminazione folgaretana e il Comune di Folgaria è tale che il Comune si fregia di questo titolo nel proprio stemma e nella propria attività quotidiana. Non solo, associazioni e cittadini si riconoscono in quel titolo e in questa identità. Valori che derivano in parte considerevole proprio dal patrimonio forestale e dall’amministrazione di questi importantissimi beni che caratterizzano il nostro territorio: i pascoli, le malghe e appunto le foreste.

Per questo motivo, la costituzione di un soggetto privatistico (pur di ispirazione popolare) per la gestione di larga parte del territorio folgaretano togliendolo al comune di Folgaria, condizionerà profondamente il Comune ma anche la Comunità di Folgaria per come oggi la consociamo. Condizionerà il comune dal punto di vista finanziario e stravolgerà l’idea di quello che il Comune è stato per Folgaria nell’ultimo secolo.

Inoltre, è importante sottolineare che questa proposta non è oggi un progetto definito, nelle modalità di gestione o nelle garanzie che dovrebbe offrire alla collettività. Ciò apre un grande punto di domanda sul “come” realmente si intenda amministrare un patrimonio tanto esteso e strategico: un’iniziativa che può apparire idealmente nobile e trasversale, ma che può nascondere insidiose problematiche e amare sorprese.

Non è questa l’occasione per entrare ulteriormente negli elementi positivi o negativi di una o dell’altra opzione, ma ai folgaretani consiglio di essere prudenti, vigili e di non affrontare questo passaggio con semplicismo o indifferenza. Non sono scelte che possono essere orientate da individualismo o riscatto politico ma devono, nell’eventualità, essere una maggioritaria e democratica indicazione popolare.

Ci saranno occasioni, nel prossimo periodo, per entrare maggiormente negli argomenti specifici.

IL SINDACO

Michael Rech