Attività istituzionale

Giornata della Memoria 2013, venerdì 25 gennaio al Centro Congressi di Lavarone: ‘Processo alla banalità del male’

Andrà in scena a Lavarone venerdì 25 Gennaio alle ore 20.30 presso il centro congressi lo spettacolo ‘Processo alla banalità del male’ in occasione della Giornata della Memoria 2013.

Lo spettacolo, una coproduzione TrentoSpettacoli e Provincia Autonoma di Trento, è scritto e diretto da Maura Pettorruso, e prende spunto dal celebre libro della filosofa tedesca Hannah Arendt ‘La banalità del male’ per indagare la figura del gerarca nazista Adolf Eichmann ricostruendo il processo che lo vide imputato nel 1960 a Gerusalemme, e che la Arendt seguì come corrispondente per il New Yorker.

Al posto di Andrea Castelli, impegnato con la tournée de ‘La Rosa Bianca’, ci sarà Andrea Brunello nel ruolo del Giudice, assieme ad Alessio Dalla Costa nel ruolo di Eichmann, e a Stefano Detassis nei panni dell’avvocato dell’accusa. Ideazione, testo e regia sono a cura di Maura Pettorruso, apprezzata attrice e fondatrice dello Spazio Off che in questo caso veste i panni della drammaturga e della regista dello spettacolo.

Processo alla banalità del male

Adolf Eichmann: un criminale moderno

drammaturgia e regia di Maura Pettorruso

con

Amdrea Brunello, Alessio Dalla Costa, Stefano Detassis

una produzione TrentoSpettacoli

in coproduzione con Provincia Autonoma di Trento

con il sostegno di
Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri

 

Quando nel 1960, Adolf Eichmann fu rapito da Buenos Aires dove era nascosto, e portato a Gerusalemme, in Israele, per essere sottoposto al processo per i crimini perpetrati da lui e dal regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, il mondo, la società, la storia stessa, si trovarono davanti ad una possibilità nuova e importantissima: capire.

Capire qual è il volto del mostro. Capire come può un uomo diventare quel mostro.

Capire dove è il confine tra umano e bestiale.

Eichmann, al processo di Gerusalemme, si presenta

come un uomo quotidiano, qualunque, mediocre: è lui il mostro?

 

Il nostro spettacolo parte dalla stessa possibilità: capire. Un testo per ricordare ancora una volta, la sconvolgente razionalità dello sterminio degli ebrei. Uno spettacolo per capire, analizzare, non dimenticare uno dei periodi più agghiaccianti della storia del Novecento.

 

Adolf Eichmann

 

Nato a Solingen nel 1906, trasferitosi da giovane con la famiglia in Austria, Adolf Eichmann entrò a far parte del partito nazionalsocialista, e nel 1938 divenne ufficiale delle SS. Capo dell’ufficio per l’emigrazione ebraica di Vienna, nel 1941 venne nominato direttore del dipartimento Eichmann, costituito dall’unione dell’ufficio di ripartizione ebraica della Gestapo con il centro dell’emigrazione ebraica di Berlino, e incaricato dall’organizzazione dello sterminio degli Ebrei in tutti i paesi occupati dai nazisti e in quelli di futura occupazione. Terminata la guerra, si rifugiò prima in Siria, nel 1948, e in seguito, nel 1950, in Argentina, dove visse sotto falso nome fino a quando ne 1960, alcuni agenti israeliani lo scoprirono. Rapito, venne trasportato a Gerusalemme, dove venne processato,e condannato a morte per impiccagione nel 1962.

 

La banalità del male – Hannah Arendt

Nel 1961 la filosofa tedesca Hannah Arendt seguì le 120 sedute del processo Eichmann come inviata del settimanale New Yorker a Gerusalemme. Otto Adolf Eichmann (nato nel 1906), era stato responsabile della sezione IV-B-4 (competente sugli affari concernenti gli ebrei) dell’ufficio centrale per la sicurezza del Reich (RSHA), organo nato dalla fusione, voluta da Himmler, del servizio di sicurezza delle SS con la polizia di sicurezza dello stato, inclusa la polizia segreta o Gestapo. Processato da un tribunale israeliano, nella sua difesa tenne a precisare che, in fondo, si era occupato “soltanto di trasporti”. Fu condannato a morte mediante impiccagione e la sentenza fu eseguita il 31 maggio del 1962. Il resoconto di quel processo e le considerazioni che lo concludevano furono pubblicate sulla rivista e poi riunite nel1963 nel libro “La banalità del male” (Eichmann a Gerusalemme).

La percezione della Arendt nei confronti di Eichmann sembra essere quella di un uomo comune, caratterizzato dalla sua superficialità e mediocrità che la lasciano stupita nel considerare il male da lui commesso da lui e che è consistito nell’organizzare la deportazione di milioni di ebrei nei campi di concentramento. Ciò che la Arendt scorgeva in Eichmann non era neppure stupidità ma qualcosa di completamente negativo: l’incapacità di pensare.

Dietro la “terribile normalità” della massa burocratica, che era capace di commettere le più grandi atrocità che il mondo avesse mai visto, la Arendt rintraccia la questione della “banalità del male”. La banalità del male che appare attraverso Eichmann rende evidente come il fenomeno del male può mostrare la sua faccia.

 

“La mia opinione è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua “banalità”… solo il bene ha profondità e può essere integrale”.

Hannah Arendt

TrentoSpettacoli

 

TrentoSpettacoli è un’agenzia di promozione, distribuzione e vendita di spettacoli teatrali, operante dal 2009 con base a Trento.

 

Maura Pettorruso

35 anni, dopo essersi diplomata presso la Scuola triennale di recitazione Teatranza ArteDrama di Moncalieri (To), continua il suo percorso formativo partecipando a numerosi stage e master. Dal 1998 lavora in seno a numerose compagnie e diverse produzioni, prima in Piemonte e poi proseguendo la sua attività in Trentino Alto Adige. Gli ultimi spettacoli a cui ha preso parte sono Scene da un matrimonio, di I. Bergman (debutto aprile 2008 al teatro Cuminetti di Trento); La morte e la fanciulla, di A. Dorfman (debutto ad aprile 2009 nella stagione TrentoOltre di TeatriPossibili e del Centro Santa Chiara di Trento); La porta aperta, una produzione Macelleria Ettore, per la regia di Carmen Giordano, al debutto al Festival InEquilibrio di Castiglioncello; Cechov#01, una coproduzione 2010 Spazio Off/Macelleria Ettore, per la regia di Carmen Giordano;Stanza di Orlando, una coproduzione 2011 TrentoSpettacoli/SpazioOff/MacelleriaEttore (debutto gennaio 2011 nella stagione del Centro Santa Chiara di Trento); Se ami una cosa perché è bella. Gustav e Alma Mahler, produzione 2010 commissionata dalla Società Filarmonica di Trento; ELEKTRIKA_un’opera techno, coproduzione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento, al debutto a gennaio 2012. E’ fondatrice e presidente dello Spazio Off di Trento.

Andrea Brunello

Dopo un inizio di laboratori, cabaret e spettacoli comici con la compagnia Teatro Instabile di Pordenone nel 1986 e 1987, frequenta corsi di recitazione e drammaturgia presso le scuole di teatro di alcune università negli USA: Cornell University – 1990/1992; State University of New York at Stony Brook – 1992/1994; e la Utah State University – 1994/1999. E’ diplomato alla scuola triennale “SCHOOL AFTER THEATRE advanced training program” dell’EATC/Russian Academy of Theatre Arts (GITIS) di Mosca, e ha studiato dal 2007 al 2010 sotto la guida del regista e pedagogo russo Jurij Alschitz. E’ direttore artistico del Teatro Portland di Trento e della compagnia Arditodesìo.

 

Alessio Dalla Costa

Attivo a Trento prima nella compagnia Ziggurat diretta da Raffaele Macrì e poi nella compagnia Emit Flesti, collabora con diverse realtà artistiche in regione. Tra le produzioni che lo hanno visto in scena, Jacques e il suo padrone di Milan Kundera, Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard, Le Serve di Jean Genet, nel 2006 per la stagione Trentooltre in Woyzeck Ballad, tratto da G. Büchner, nel 2007 con Girotondo di Arthur Schnitzler, nel 2008 con Scene da un matrimonio, di Ingmar Bergman), nel 2009 La morte e la fanciulla, di Ariel Dorfman.

 

Stefano Detassis

Laureato a Bologna in Scienze dello spettacolo, si forma attorialmente con registi come Angela Malfitano, Tanino De Rosa e Roberto Latini, frequenta l’Accademia Antoniana dal 2006 al 2007, e lavora a Roma per cinema e cortometraggi indipendenti. Nel 2011 è finalista al premio Hystrio e al premio Gino Cervi.